Ti piacerebbe essere tenuto per il collo?

Personalmente se qualcuno mi dovesse chiedere quale accessorio utilizzare per portare a passeggio il proprio cane, senza ombra di dubbio, consiglierei la pettorina per una serie di motivi che vi spiegherò più avanti. Non voglio fare battaglie, che ormai vanno avanti da anni, su diversi social network per quanto riguarda questo argomento, quello che voglio fare è solo darvi delle informazioni, basate su ricerche scientifiche, per far sì che possiate scegliere gli strumenti più adatti al vostro cane con maggior consapevolezza, visto che i nostri amici a quattro zampe il più delle volte non hanno libero arbitrio.

DOGS AND COLLAREsclusi tutti quegli strumenti coercitivi, come il collare elettrico, che con sentenza n. 38034/13 depositata il 17 settembre dalla Corte di Cassazione, sezione III Penale sembrerebbe che ormai sia vietato dalla legge, in quanto nuoce gravemente al benessere psicofisico dell’animale, oppure l’ancora gettonatissimo e purtroppo non vietato dalla legge, collare a strangolo (o strozzo/scorrimento); il classico collare, quello fisso, da sempre utilizzato da moltissimi proprietari di cani, è uno strumento che di per sé può anche andar bene se il cane non tira al guinzaglio, ma è sempre così? Non dobbiamo dimenticare che il cane è un essere vivente e come tale l’imprevedibilità è al primo posto.

Anche se generalmente il nostro cane non tira al guinzaglio, ci potrebbero essere mille motivi per i quali potrebbe essere incentivato a farlo, come uno stimolo improvviso (un gatto, un odore, un suono forte) e quindi non possiamo mai essere sicuri che non lo farà.

Ma cosa accade quando il cane tira al guinzaglio? La pressione del collare intorno al collo fa sì che il sangue non affluisca più in modo normale al cervello, provocando così stress ed una sensazione di paura. Inoltre le continue sollecitazioni sul collo, a lungo andare, possono provocare danni alle vertebre cervicali. In conseguenza dell’uso inappropriato del collare, sono stati riscontranti molti altri problemi, tra cui: disturbi alla tiroide, danni alla spina dorsale e cecità.

cani al guinzaglioIl collo è una parte molto delicata e questo vale sia per gli esseri umani sia per i cani. Il senso di soffocamento non credo che piaccia a nessuno né tantomeno ad un cane. Non solo il collare può provocare danni fisici ma la pressione esercitata sul collo non farà mai sentire il vostro cane completamente rilassato, perché il suo stato emotivo è alterato per via di tutti i motivi sopra descritti, con la conseguenza che potrebbe non riuscire a relazionarsi con altri cani e persone nella maniera corretta, manifestando aggressività o paura.

Un pettorina oltre a non fare danni, aiuterà il vostro cane a comunicare in modo equilibrato, sempre che alla base ci sia innanzitutto, una sana relazione fra il cane ed il proprietario altrimenti nessuno strumento potrà compiere alcuna magia.

Un cane non socievole non è un cane in equilibrio con il mondo.

Qui potete trovate un’interessante testo curato da Turid Rugaas, che cita molti studi universitari, nei quali si parla proprio di queste problematiche ed il regolamento del Comune di Roma per la tutela degli aimali:

Nota bene

Il regolamento del Comune di Roma per la tutela degli animali vieta l’uso del collare a strozzo (strangolo):
“Art. 8 – Maltrattamento di animali:
28. E’ vietato l’uso per i cani di collari a strangolo, di museruole “stringi bocca”, salvo speciali deroghe certificate dal medico veterinario “o da un educatore cinofilo iscritto all’Albo regionale degli esperti di cui alla Deliberazione della Giunta Regionale 3 settembre 2004, n.847, che ne attesti la necessità. Il certificato, in originale, dovrà prevedere il periodo di utilizzo e deve sempre accompagnare l’animale.”

Bibliografia:

  1. Studio condotto dagli psicologi canini Dr. Anders Halgren, in cooperazione con alcuni psicoterapisti e osteopati. Per approfondimenti sullo studio si consiglia la lettura di “Dogs with back problems”.
  2.  Studio condotto dal veterinario Dr. Are Thoresen
  3. Pauli AM, Bentley E, Diehl KA, Miller PE 2006. “Effects of the application of neck pressure by a collar or harness in intraocular pressure in dogs” Journal of the American Animal Hospital Association. Vol.42, 207-211
debora

14 pensieri su “Ti piacerebbe essere tenuto per il collo?

  1. Massimiliano Guerrini dice:

    Buongiorno Sig.ra Segna, la invitiamo a mostrare la validità delle sue teorie in pratica. Potrebbe postare video di cani problematici, magari molto indocili e con buona tempra, che ha risolto utilizzando i suoi metodi? Saremmo lieti di visionarli. Un prima, un durante ed un dopo sarebbe gradito. Pendiamo dalle sue labbra. Per quanto ci concerne saremmo lieti di fare altrettanto.

    • debora dice:

      Salve Sig. Guerrini,
      sinceramente non ho una troupe che mi segue ovunque quando faccio recuperi comportamentali, inoltre se la mettiamo su questo piano non lo sa che le registrazioni debbono essere autorizzate dai proprietari dei cani? E’ come se lei andasse a fare psicoterapia ed il suo psicologo filmasse senza il suo consenso, non mi sembra molto professionale ma del resto anche gli attacchi che avete fatto alla mia persona e non al mio lavoro (che tra l’altro non avete visto) non mi sembrano affatto professionali. Io mi chiedo: come mai vi sentite così offesi dal mio articolo se come dite ho ancora lo zainetto delle elementari? Invece a quanto ho capito voi filmate tutto, quindi potrei vedere un vostro filmato di un recupero comportamentale con cane affetto da aggressività intraspecifica ed inteerspecifica?
      So che la mia risposta non la soddisferà ma del resto non possiamo accontentare sempre tutti.

  2. Fabrizio Giammatteo dice:

    Egregio Sig. Guerrini, le rispondo da qui perché iscrivermi al vostro gruppo su Facebook sarebbe alquanto spiacevole per me, dato che non condivido i vostri metodi, né soprattutto il vostro linguaggio.

    In risposta alla sua domanda sul commento qui sopra, e anche alle varie cose che ho avuto modo di leggere su Facebook, vorrei invitarvi ad una riflessione, anche se so che sarà un invito inutile perché non mi sembra che i membri del suo gruppo siano dotati della necessaria apertura mentale.

    Io vengo da un mondo totalmente diverso dal vostro ed ho una formazione scientifica, ragion per cui quando approccio un problema tendo sempre a vedere se ci sono delle ricerche in materia che lo documentano e nel caso quante e quali siano e quale il loro livello di attendibilità.

    Come ben saprete la scienza non produce certezze, bensì teorie che devono avere determinate caratteristiche, tra cui il fatto che devono essere consistenti e prive di contraddizioni logiche e di spiegare magari anche fenomeni prima spiegati con teorie diverse, i risultati poi devono essere riproducibili il laboratorio, perché altrimenti non è di scienza che si sta parlando.

    Chi elabora una teoria scientifica sa bene che questa teoria, così come può aver superato teorie precedenti, sarà probabilmente superata o ampliata in futuro, è nella natura del nostro essere molto più piccoli dell’Universo in cui viviamo. Detto questo a volte le teorie si utilizzano anche se sbagliate, per esempio la meccanica Newtoniana in realtà è imprecisa, ma se la usiamo a velocità lontane da quelle della luce non vi è ragione non per ritenerla ragionevolmente precisa per l’uso normale.

    Tutta questa premessa per dire che il rifiuto di dati comprovati da ricerche scientifiche è indice di ottusità e di rifiuto di un metodo che è quello che ci ha fatto evolvere fino a dove siamo oggi. In base a quale principio se una ricerca scientifica comprova che il collare può danneggiare le vertebre di un cane si può dire che il proprio cane è felice di indossarlo ? Il fatto che un cane lo indossi con piacere può avere mille spiegazioni comportamentali, ma di certo questo non inficia il valore della ricerca scientifica che comprova che può causare i danni di cui sopra. Tanto per farvi un esempio banale ci sono decine di studi che dimostrano i danni da fumo sui polmoni e su molte altre parti del corpo, ma molti continuano a fumare dicendo che il loro nonno lo ha fatto per 70 anni ed è morto a 90, è forse questo indice del fatto che quella ricerca sia sbagliata ?

    La risposta è ovviamente no, è una risposta ad un’altra domanda. La risposta vera sarebbe condurre delle ricerche scientifiche alternative che dimostrino il contrario, ovvero che il collare non produce danni. Tutto il resto sono solo chiacchiere da salotto, fatte con più o meno stile (meno nel vostro caso), da persone a cui sembra mancare la base portante di questo ragionamento, che ripeto non ho inventato io, ma si chiama “metodo scientifico” e da secoli sorregge il mondo, compresa la tecnologia che ci sta permettendo di comunicare.

    La seconda riflessione che vi invito a fare invece attiene alla sfera dell’etica della Scienza o più in generale semplicemente dell’etica. Il fatto che l’utilizzo di uno strumento, per esempio di un collare a strozzo, funzioni, a parte i danni che può provocare, significa automaticamente che sia etico utilizzarlo ?

    Fate attenzione perché l’assunzione di posizioni di questo tipo ha portato a volte a conseguenze disastrose. In base a questo principio è stato giusto cospargere di Napalm le foreste per stanare i Vietcong, oppure è stato giusto lanciare una bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki per vincere la guerra, è stato giusto fare esperimenti genetici sui prigionieri dei campi di concentramento perché bisognava cercare la razza ariana e studiare le imperfezioni degli impuri… e potrei continuare così per ore.

    Il fatto è che ogni tempo ha un suo contesto morale, ha dei principi etici di fondo che sono ritenuti correntemente corretti e che chiaramente variano negli anni. Impiccare qualcuno era perfettamente normale nel West (e lo è ancora in alcuni stati Americani), mentre in molti altri paesi suscita un profondo sdegno. Fare esperimenti come quelli condotti dai nazisti farebbe inorridire chiunque oggi, eppure sono fatti successi e giustificati in nome di quelle che erano le credenze di quel tempo.

    Giusto e sbagliato sono categorie umane e relative, ed ognuno di noi sceglie a cosa vuole credere e i principi che più si confanno alla sua natura. Forse 10 anni fa l’utilizzo del collare a strozzo era normale, oggi invece è emersa una nuova scuola di pensiero che parla di educazione “gentile”. Io non so se sia più o meno efficace dei vostri metodi, ripeto lascio a voi cinofili le polemiche in merito, quello che so è che per me, dal punto di vista della mia etica personale, questi strumenti non sono accettabili, anche se immagino che siano efficaci a breve termine, perché se qualcuno mi stringesse il collo con una catena credo che sarei molto più arrendevole di come lo sono di solito.

    Il problema non è se funziona, il problema è se è etico farlo, se per voi lo è continuate pure a farlo, nessuno vi potrà mandare all’Inferno per questo, forse solo Dio (ammesso che esista). Nessuno però vi dà il diritto di disprezzare quelli che non la pensano come voi, ritenendo che la vostra posizione sia quella giusta. Questo è indice di assolutismo culturale e di incapacità di vedere al di là del proprio naso.

    L’articolo che tanto avete criticato ha espresso un’opinione, fatevene una ragione, per quanto questo paese sia fallimentare ancora è possibile avere idee diverse. Se non siete capaci di accettare chi è diverso da voi è perché la vostra elasticità mentale è scarsa, ma su questo forse se vi sforzate un miglioramento potreste ottenerlo, è incredibile quello che il cervello può fare se sollecitato.

    Notate infine che non ho utilizzato nemmeno una parolaccia in tutto questo discorso, forse qualcuno dei vostri adepti potrebbe prendere esempio, di cinofilia ne so poco, ma di educazione sicuramente molto più di voi.

  3. massimiliano guerrini dice:

    Sig.ra Debora, grazie per la risposta. Da legale quale son stato la ringrazio per i suggerimenti di carattere giuridico, se necessitasse di maggiori chiarimenti in merito alla vigente normativa sulla Privacy, non ha che da leggere con attenzione le attuali disposizioni normative che la disciplinano. La ringrazio pertanto per la sua premura, siamo al corrente di quanto è necessario conoscere ed applicare al caso concreto. Non credo lei abbia bisogno di una troupe, le basterebbe un telefonino. Infine, non risponda con una domanda ad una domanda, se le riesce. Se ha dei video e l’autorizzazione del proprietario del cane, li produca, sarebbe interessante studiarli. Non ho/abbiamo attaccato l’uso della pettorina o del collare in nylon ad esempio, come invece fate voi nei confronti del collare a scorrimento, apparentemente memori delle democratiche statuizioni del Tribunale della Santa Inquisizione? Non abbiamo prodotto studi dallo scarso valore pratico. Nel momento in cui un collare a scorrimento viene utilizzato da un professionista , non si verifica alcuno dei problemi a cui lei fa riferimento. Peraltro, ogni strumento può essere utilizzato con successo, ma tenuto innanzitutto conto delle doti caratteriali di questo o quel cane. Vi sono profili con cui ritengo nessuno riuscirebbe ad ottenere un risultato apprezzabile con una semplice pettorina, se non magari di rischiare seriamente la propria incolumità personale. Sappia che sarei comunque lieto di cambiare idea se potesse/poteste dimostrarmi il contrario, sinceramente. Ergo, perché non produrre i video congiuntamente e discuterne?

  4. massimiliano guerrini dice:

    Egregio Sig. Fabrizio Gianmatteo, ringrazio anche lei per la comunicazione di cui sopra, che trovo estremamente interessante. Dopo averla letta con attenzione mi permetto di chiederle quanto segue. Ha mai addestrato un cane sul campo? Ha mai praticato agonismo sportivo o formato cani utili all’uomo? Ad esempio in Protezione Civile, nell’esercito, ecc. ? Infine, ha mai trattato cani seriamente problematici senza imbottirli di psicofarmaci o ricorrendo, tramite un medico veterinario, all’eutanasia perché “impossibilitato oggettivamente” a procedere diversamente? E’ mai riuscito inoltre a reinserirli nella società civile? (o supposta tale). E’ consapevole del fatto che le norme così come gli studi scientifici si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici? Perdoni il pragmatismo.

  5. massimiliano guerrini dice:

    Ultima nota…mettere alla berlina personaggi musicali e artistici del calibro di Iggy Pop al fine di elencare malamente gli asseriti danni del collare citato? Perché oltre ad essere oltraggiosa nei confronti del personaggio pubblico è anche sciocco far credere che ciò determini un danno. Iggy pop è un mito ed ha percepito milioni di dollari con la sua catena al collo, oltre ad aver fatto buona musica 🙂 (cit.)

  6. Fabrizio Giammatteo dice:

    Egr. Sig. Guerrini, io non sono un esperto di cinofilia, come ho tenuto a puntualizzare in quella che una sua amica ha definito “Filippica”.

    Il mio discorso è molto semplice:

    1) Non è rispettoso denigrare chi la pensa in modo diverso utilizzando peraltro un linguaggio scurrile
    2) Il fatto che qualcosa funzioni non significa che sia giusto farla.

    Se il suo pragmatismo la fa sentire eticamente a posto nell’utilizzare qualunque metodo ritenga necessario lo faccia pure, non è un problema per me, fino a che una legge non lo vieterà espressamente, anche se mi pare di aver capito da quanto ho letto che per esempio il Comune di Roma già vieta i tanto decantati collari a strangolo che vi piacciono tanto. Ma in questo sono d’accordo con lei, l’Italia è il paese in cui nonostante un omicidio volontario si è fuori in semilibertà dopo 3 anni e mezzo, per cui figuriamoci se qualcuno si preoccupa del collo dei cani.

    Rilegga quello che ho scritto, io parlo di rispetto e di etica non di cani e collari, per quello c’è già tanta gente che lo fa, ma se non è chiaro nemmeno questo c’è poco di cui discutere.

    Per quanto riguarda poi il riferimento a Iggy Pop mi sembra un’altra di quelle prese di posizione che non hanno né capo, né coda, fatta da chi non risponde alla vera domanda che gli si fa. Quella è una foto che viene fuori tra le prime su Google ed è stata scelta solo perché simbolica, anzi chi l’ha scelta nemmeno sapeva chi fosse Iggy Pop. Peraltro è già stata utilizzata anche in altri articoli cinofili, ma forse il mondo è pieno di gente che denigra il povero Iggy.

  7. massimiliano guerrini dice:

    1) io non ho mai usato un linguaggio scurrile
    2) se non è un cinofilo non può a ragione comprendere la sostanza dei miei discorsi.
    3) There was no correlation between choke chain collars and back problems. No correlations were found in any of the three parts of the back (lumbar, thoracic,cervical). A casa mia significa che NON SONO STATE TROVATE CORRELAZIONI FRA COLLARE A SCORRIMENTO/STRANGOLO E PROBLEMI ALLA SCHIENA.
    Tutto il resto è polemica sterile, VOI NON RISPONDETE ALLE DOMANDE, RIGIRANDO, E ANCHE POCO ABILMENTE, LA FRITTATA.
    Si ricorda? Chiacchere e distintivo.
    Passo e chiudo.
    In bocca al lupo.
    Massimiliano.

  8. Fabrizio Giammatteo dice:

    Vede sig. Guerrini, dire a qualcuno che non può capire la sostanza dei suoi discorsi e quindi implicitamente dire che non ha gli strumenti mentali per farlo è un’altra forma di offesa e di pretesa superiorità.

    Un conto è capire cos’è un’equazione differenziale alle derivate parziali, per cui ci vuole un certo grado di preparazione matematica, un conto è capire un argomento espresso in maniera divulgativa. Dire poi che uno debba essere un cinofilo per capire se è opportuno usare un collare o no è un’altra eresia concettuale. E’ lei che non risponde alle domande, non io. Ci sono degli studi scientifici che dimostrano dei danni, voi sostenete che i vostri cani sono felici di indossare i collari e che non si possono addestrare senza, padronissimi di farlo. Ma la risposta che mi dovrebbe dare, come le ho già scritto sopra, è quella di fare altri studi scientifici che dimostrino il contrario non le vostre opinioni.

    Le faccio presente poi che io ho letto tutto quello che c’è scritto nel vostro gruppo ARCA su Facebook, anzi ne ho fatto anche degli screenshot, tanto per conservarli, e dare dell’incompetente o dell’idiota a qualcuno a casa mia significa essere scurrili.

    Le faccio presente inoltre che tra le tante mie incompetenze parlo fluentemente Inglese, tanto da aver fatto anche da traduttore durante un seminario cinofilo ad un etologo piuttosto famoso, per cui la sua traduzione è del tutto inutile, nonché incompleta, può dire alla sua amica che le ha suggerito di postarla nel gruppo che se avesse letto anche le 10 righe successive avrebbe letto qualcosa di completamente diverso a proposito dei danni sulle vertebre cervicali. Le faccio inoltre presente che questo è solo uno dei tanti studi scientifici sul tema, tra l’altro tarato specificamente sui problemi alla schiena, ma tanto a voi, come già abbondantemente verificato, la scienza non interessa.

    Detto questo continuate pure a mantenere il vostro atteggiamento, non sarò certo io a farlo cambiare, le rispondo solo perché vi sia chiaro che ogni tanto potete scontrarvi anche con gente che vi tiene testa con argomenti ben più seri e fondati dei vostri. Proprio ieri sera a Roma, sempre perché io sono un incompetente, ero a cena con una nota addestratrice norvegese, che ha pubblicato anche vari libri, per cui incompetente anche lei, e raccontandole di questa vicenda lei osservava che molti cinofili sono un po’ come fanatici religiosi, talmente accecati dalla loro fede da non riuscire a percepire che possa esistere qualcosa di diverso. Mi raccontava sempre la suddetta “incompetente” addestratrice che durante un’intervista per una nota rivista cinofila (sempre tenuta da incompetenti ovviamente), le avessero chiesto chi fosse il suo guru e lei aveva risposto “io non ho un guru, preferisco mantenere la mia mente aperta per poter apprendere da chiunque abbia qualcosa da dire, anche da chi la pensa in modo completamente diverso da me”, ecco questa è la mia posizione mentale, altrettanto non si può dire della vostra.

    E con questo le auguro buona serata, anzi mi saluti pure i tanti che le suggeriscono le cose da scrivere sul gruppo ARCA senza fare nemmeno lo sforzo di postare un commento in questo blog. Io sostengo le mie opinioni mettendoci nome e cognome e la mia faccia e forse perché, non dando dell’idiota a nessuno, non mi devo preoccupare delle reazioni degli altri.

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  10. Enrico dice:

    Buongiorno sig.Fabrizio Giammatteo (mi perdoni se non so distinguerle nome e cognome)…
    la situazione etica la possiamo vedere anche da un altro punto di vista…
    quanti cani “al limite”, perché il collare “è pericoloso” sono stati “lavorati” con altri strumenti, spesso infruttuosi, per poi passare a psicofarmaci (che nel contempo non hanno avuto il riscontro sperato) portando alla fine ad esprimersi favorevoli da una eutanasia???
    qui l’etica dove di trova???
    preferiamo far “morire” (anche sotto psicofarmaci è una morte, mentale non fisica, ma sempre morte è) piuttosto che valutare una altra opzione, sia tecnica che pratica???
    io non ho nulla contro gli strumenti cinofili (tranne per il collare elettrico ) se posso aiutarmi a riportare in “linea” un cane…
    quindi chi è che a vedute più ristrette???
    chi demonizza a priori o chi valuta seriamente le situazioni e condizioni???
    mi scuso per essermi dilungato un poco…

    • debora dice:

      Se volete conoscere le nostre risposte, potete tranquillamente spiare come fate sempre sulla mia bacheca e fare uno screenshot con tanto di commenti a seguito ;).

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