La superiorità assoluta dell’uomo non è un fatto ma è solo nella testa di chi lo crede

Cari amici,

è da molto tempo che non scrivo per diversi motivi ma vorrei  ripartire da qui con delle parole che a mio avviso colpiscono nel profondo. Ogni volta che vedo immagini cruenti nei confronti di animali penso a quanto ci sia di poco intelligente in quello che fa l’uomo.  Uccidere animali o  distruggere intere foreste non fa di noi dei buoni abitanti di questo pianeta. Cercare di “dominare” il mondo a discapito di un altro essere vivente non mi sembra una scelta saggia, la vita esisteva ancora prima di noi e forse continuerà ad esistere sempre, oggi ci troviamo in un epoca in cui non bisogna lottare contro altri animali  per sopravvivere, ogni nostro comportamento distruttivo non ha alcuna giustificazione, perché potremmo, senza alcun problema convivere e cooperare pacificamente con tutti gli esseri viventi ma forse è più facile prevaricare che cercare di capire e rispettare chi è semplicemente “diverso” da noi. L’uomo ha la tendenza di vedere nella “diversità” qualcosa di negativo ma la diversità non può essere peggiore o migliore di noi, la diversità è semplicemente la vita,  basta fermarsi ad osservare le cose sotto altri punti di vista per comprendere che ciò che vediamo come un “demone” può essere un arcobaleno.

Mi piacerebbe che vi fermaste a riflettere su queste meravigliose parole del grande naturalista Charles Darwin, il quale aveva compreso già nel lontano 1860 che “non esisteva alcuna differenza fondamentale fra l’uomo e i mammiferi più elevati per ciò che riguarda le loro facoltà mentali”. La specie umana, come tutte, si sarebbe prodotta secondo le leggi della “selezione naturale” e, come tutte, esisterà finché sarà in grado di adattarsi all’ambiente in cui vive. Ma chi riuscirà ad adattarsi ad un mondo che stiamo cambiando troppo in fretta? I cambiamenti naturali avvengono in migliaia di anni, quelli ad opera dell’uomo in pochi decenni.   La differenza fra l’intelligenza e il linguaggio dell’uomo e quelli degli altri animali è, per Darwin, una differenza di grado e non di tipo, nel senso che l’uomo non è superiore a nessuno. ll potere acceca l’intelletto ed uccide la nostra anima.

Darwin 2

Londra 1860

Capisco che la conclusione principale dei miei studi possa dispiacere a molte persone ma inevitabile, che l’uomo si scopre essere quello che è veramente: un animale tra gli animali.
Non c’è, in effetti, alcuna ragione di credere che l’uomo si sia sottratto alla legge naturale apparendo sulla terra in maniera diversa dagli altri esseri viventi. Ho dimostrato, prove alla mano la sua origine, grazie alle indubitabili affinità con il suo antenato, la scimmia. 
L’uomo non è dunque il re della creazione piazzato sul mondo da una volontà divina come lo vorrebbe la Bibbia ma appartiene più naturalmente ad una varietà di esseri viventi che si è evoluta come le altre durante milioni di anni, battendosi per la sopravvivenza della specie. E siccome in ogni competizione vince il migliore, l’uomo grazie alla facoltà della parola ha progredito culturalmente accelerando la propria evoluzione naturale fino ad ottenere una posizione predominante sul regno animale. Non contento di questa supremazia, si è messo a scavare un abisso tra la sua natura e la loro fino a considerarsi, presuntuosamente, l’immagine di Dio! 
Io, Charles Darwin, ho fatto luce sulle origine dell’uomo. Per il resto, questo grandioso concetto che è la vita ed il mistero del principio dell’universo sono insolubili per noi, quindi, mi limito a dichiararmi agnostico poiché la verità assoluta è incerta.

Charles Darwin

debora

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