Un cane addestrato è un cane felice?

Qualche giorno fa, ho scritto un post sulla mia bacheca Facebook, nel quale dissentivo da alcuni slogan che girano sul web da un po’ tempo a questa parte, secondo i quali un percorso di addestramento renderebbe un cane felice. Il mio post riportava la seguente frase: “Leggere professionisti che scrivono slogan che enunciano: “Un cane ubbidiente ed educato è un cane felice”, mi fa pensare che la cinofilia è ancora lontana anni luce su quello che è il reale concetto di benessere animale.

Se rendere un cane totalmente riferito e dipendente dall’essere umano equivale per qualcuno a uno stato di felicità, allora credo che non si consideri ancora il cane, nel 2017, un essere senziente, con una ricca vita emozionale, con una propria individualità e soprattutto con capacità decisionale.

Se provassimo a lasciare i nostri cani esprimersi liberamente, senza paure e senza alcun controllo fisico e psicologico, scopriremmo che la vera “felicità”, per qualsiasi essere vivente, esula da quella educazione e quella ubbidienza che a noi umani piace davvero tanto.”

“Ci tengo a chiarire delle cose riguardo questa mia affermazione, che ha scatenato le ire di coloro che sono a favore dell’addestramento classico e che spesso si avvalgono dell’ausilio di metodi poco etici. Innanzitutto per rispondere ad una delle centinaia di domande in cui mi si chiede se il mio cane mangia crocchette, fa vaccini ecc… ci tengo a specificare che la mia  Phoenix non fa vaccinazioni ma fa la titolazione anticorpale, fa una dieta barf (alimentazione a base di carne cruda) e caccia a volte, per via del suo istinto predatorio, anche animali selvatici come le talpe, di cui si ciba. La porto ogni giorno a passeggiare in luoghi naturali e se mi chiedete se si sa comportare in modo equilibrato in ogni situazione la risposta è si! E non perché io l’abbia addestrata ma perché fin da piccola ha vissuto delle esperienze ricche di stimoli che le hanno permesso di sviluppare delle competenze per relazionarsi in modo sereno con i suoi simili e anche per vivere in un mondo antropizzato.
Se solo lasciassimo ai cani la giusta libertà nel rispetto di tutti e avessero la possibilità di interagire con i propri simili e vivere esperienze di vario genere, soprattutto naturali, sarebbero in grado di diventare animali competenti senza che l’uomo abbia bisogno per forza di addestrarli, perché gli animali se non inibiti e con la possibilità di conoscere il mondo sin dalla giovane età, hanno delle abilità relazionali spiccate e la capacità di cavarsela in vari contesti, come fanno i cani randagi senza avere sempre il supporto dell’umano, perché come ho detto più volte, l’addestramento è solo una esigenza umana e non animale.

Se mi chiedete se il mio cane è totalmente libero di scegliere la risposta è no! Perché è chiaro che la cosa migliore per Phoenix sarebbe stata quella di vivere in luoghi prevalentemente “wild” in cui avrebbe potuto avere la libertà di scegliere ogni secondo della sua vita, cosa fare o non fare, ma un essere umano, cioè io, ha cambiato probabilmente il suo destino, decidendo di farla vivere con un’altra specie.

NON HO MAI DETTO che i cani che vivono con le persone e che sanno fare delle cose insegnate da degli umani non possano essere felici, come NON HO MAI DETTO che non vadano aiutati per vivere in questo mondo antropizzato, fermo restando che dovremmo essere PRINCIPALMENTE NOI ad adattarci al loro stile di vita aiutandoli nei nostri contesti e non il contrario, visto che i nostri cani non hanno scelto autonomamente di vivere nelle nostre case con tutte limitazioni imposte da noi uomini, a differenza dei cani dei villaggi che è vero che vivono vicino agli insediamenti umani, ma sono liberi di andare e tornare quando, dove e come vogliono, liberi di gestire la loro vita e non di farsela gestire 24 ore su 24 da un essere umano.

Nessuno nega la cooperazione che c’è sempre stata fra uomo e cane, quando l’antenato del cane moderno si avvicinò agli insediamenti umani, probabilmente per reperire cibo più facilmente, stabilì con l’uomo un rapporto di mutua collaborazione, nel quale sicuramente entrambi trovavano beneficio, ma forse non immaginava che nel corso del tempo, l’uomo avrebbe stravolto i termini di questa relazione, facendola diventare unilaterale e rendendo il cane dipendente e controllato dall’essere umano psicologicamente e fisicamente (selezione delle razze).

Come ho specificato più volte Io NON SONO CONTRO L’EDUCAZIONE e le BUONE REGOLE di sana convivenza, come hanno voluto con dolo far credere le persone prive di onestà intellettuale, il problema non è l’educazione in sé ma è come viene impostata dall’essere umano e cioè spesso nel modo meno naturale possibile. Io sono contraria a tutto ciò che rende il cane uno schiavo del sistema, un automa, un burattino… come l’addestramento, perché se c’è chi dice che nell’addestramento si sfruttano le naturali attitudini di un cane allora vorrei capire e mi piacerebbe vedere un animale in natura che fa “il piede”, “il resta”, “il morto”, “il seduto”,  “l’IPO”o “l’UD”  e così via… a seguito di un comando ripetitivo impartito da qualcun altro e se avete studi in merito vi sarei grata se me li mostraste, perché a me non risulta che vi sia alcun animale che faccia queste cose.

Sei “tu” (impersonale) che porti il tuo cane a fare dog dance o agility, non è lui che te lo ha chiesto spontaneamente e soprattutto queste discipline non rientrano nelle sue peculiarità naturali, anche se c’è chi afferma che il cane in natura non esiste e quindi è come dire che il cane non è un animale che fa parte della natura. Quando l’essere umano selezionò i cani, giusto o sbagliata che sia questa cosa, lo fece affinché i cani fossero di aiuto/ausilio per la sopravvivenza e posso comprenderlo, ma oggi tale funzione non ha più uno scopo, né un’utilità, se non in pochissimi paesi al mondo non industrializzati come le zone artiche e alcuni paesi come la Mongolia.

Nessuno nega la memoria di razza ma quanti cani di oggi svolgono funzioni per quello per cui vennero selezionati? Inoltre discipline come l’agility, la dog dance, la rally-o e così via cosa hanno a che fare con la memoria di razza? Se un cane è stato selezionato per la conduzione sarebbe più consono che facesse il cane da pastore, o attività come lo sheep dog, se il cane da caccia è stato selezionato per riportare prede, sarebbe normale che facesse questo, se il cane nordico è stato selezionato per trainare le slitte sarebbe più giusto che facesse il cane da slitta piuttosto che snaturarlo con attività che non c’entrano nulla con la sua genetica, fermo restando che in un mondo ideale sarebbe bello che i cani scegliessero spontaneamente cosa fare o non fare con l’uomo. Tutte le discipline che ho citato (agility, dog dance, rally-o, obedience…) sono un modo umano, che io rispetto, per costruire una relazione con il cane ma che personalmente non trovo che sia la chiave che permette al cane di esprimersi con naturalezza. 

Se si ha l’onestà di ammetterlo sappiamo benissimo che nessun essere vivente è felice di vivere un’intera vita in uno stato di controllo da parte di un altro individuo. Voi sareste felici se qualcuno vi privasse per sempre e totalmente della vostra libertà? Noi decidiamo ogni cosa per i nostri cani, dal cibo, il luogo in cui dovranno dormire, il partner per la riproduzione, con chi farli interagire, fino a dove portarli a fare i bisogni e non si può dire che anche noi umani abbiamo le stesse limitazioni in termini di libertà e potere decisionale. Non nego la buona fede di moltissime persone, però sarebbe onesto  da parte nostra ammettere che oggi l’uomo (tutti gli esseri umani, compresa la sottoscritta) usa i cani o li vuole con sé solo per appagare i propri bisogni affettivi egoistici e non per altro, perché nel 2017 abbiamo tutto per potere sopravvivere senza l’ausilio dei cani ma le nostre debolezze, assolutamente comprensibili e i nostri desideri egoistici ci spingono a volerli accanto a noi sempre e da centinaia di anni a questa parte. E io sono la prima ad ammettere che amo profondamente vivere con un cane.

Allora vi chiedo: Cosa c’è di naturale ed etico nell’addestrare un cane? Nel volerlo gestire sempre come se fosse qualcosa di imprevedibile? Vedere un uomo che controlla un altro individuo non mi si presenta come una situazione equilibrata.

Il dato di fatto è che finché i cani vivranno con gli esseri umani non saranno mai totalmente liberi, ma quello che possiamo fare noi che lavoriamo nel mondo cinofilo è aiutare cani e umani a vivere una relazione senza troppi schemi e controlli, perché si può vivere con un cane che torna al richiamo senza la necessità (umana) di addestrarlo come un soldatino. Ci sono mille modi per insegnare al cane un richiamo e se si crede che il controllo sia l’unico mezzo, allora consiglio di leggere libri di etologi come Bekoff e di vedere i seminari di Bonanni, Minunno e molti altri personaggi etici, per avere una visione più animale e meno umana. L’addestramento, inteso come il dominio totale dell’animale, non permette al cane di scegliere ma impone e crea solo pseudo legami che noi crediamo (e ne siamo convinti seriamente) essere una vera relazione, motivo per cui abbiamo paura di dare libertà ai nostri cani. Forse si ha paura di lasciarli liberi perché in cuor nostro sappiamo che se abbiamo costruito un rapporto nel modo sbagliato, o non gli abbiamo permesso di sviluppare competenze, loro non torneranno più da noi o potrebbero finire nei guai. Personalmente se avessi fallito, preferirei che il mio cane scelga di andarsene piuttosto che resti con me solo perché è condizionato da mille esche e controlli.

Quando parlo di libertà, ovviamente non sto dicendo di liberare i cani i luoghi pericolosi, o di lasciare cani con comportamenti aggressivi liberi fra altre persone e animali, quello che intendo è di lasciare i cani equilibrati in quei posti con un minimo di sicurezza dove possano esprimere se stessi senza freni e di non controllare ogni singolo momento della loro vita con mille comandi.

A sostegno di quello che dico, osservo ogni giorno diversi cani randagi che non hanno mai ricevuto alcun addestramento o educazione da parte di esseri umani, ma che si sanno comportare in modo equilibrato con tutte le persone che incontrano, con tutti i cani padronali, sedando spesso anche risse fra questi ultimi e sanno come muoversi molto bene in spazi in cui ci sono molte macchine. Sono gli animali più felici che io abbia mai visto eppure non sono addestrati, non c’è un umano che impartisce comandi per farli essere come Rex, Lassie e Rin tin tin. Come mi spiegate che questi cani siano così competenti, educati ed equilibrati senza alcun addestramento? La risposta è che i cani che non subiscono interferenze umane possono cavarsela benissimo anche senza di noi.

Per quanto mi riguarda cercherò di far capire agli esseri umani che hanno cani che si può vivere con questi animali nel modo più semplice e naturale possibile e che soprattutto è ora di guardare il cane con occhi diversi e capire che non è un oggetto ma è un essere vivente che ogni giorno chiede delle cose che è giusto e nostro dovere che vengano ascoltate e appagate. Gli equilibri interiori e la felicità non nascono mai da alcuna forma di controllo ma da quello che riusciamo a esprimere senza inibizioni fisiche e mentali. Non è l’educazione e di certo l’addestramento che fanno la felicità di un essere vivente ma il cammino che si riesce a compiere insieme (cane e umano) che parte sempre da cose molto più profonde e intense.

Tutti i popoli che sono stati controllati da regimi totalitari non hanno mai vissuto una vita felice e la storia ci dovrebbe insegnare qualcosa.
Provate a dare fiducia ai vostri cani, facendovi aiutare da chi può guidarvi in un percorso di qualità mirato alla conoscenza e al rispetto del cane in quanto individuo, e scoprirete quanto questi animali siano in grado di fare cose da cui ogni umano può trarre ogni giorno un insegnamento di vita e non il contrario.

debora

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