Cani di serie “A” o cani di serie “B”?

Cari amici, per restare in tema di sterilizzazione, voglio condividere con voi una riflessione.

La mia Phoenix è stata sterilizzata all’età di 6 anni per via di alcune cisti bilaterali.
Dopo un anno dalla sterilizzazione, Phoenix, ha iniziato a mostrare paure, per alcune cose e situazioni, che prima non aveva MAI avuto.
Questo per dire quanto gli ormoni giochino un ruolo importante sulla sfera mentale ed emozionale di un essere vivente!

Ogni cane di canile e non, per me non dovrebbe essere sterilizzato, senza un’attenta valutazione della sua storia e dalla sua situazione comportamentale.
Prima di procedere con questa pratica irreversibile, sarebbe cosa saggia che si valutasse attentamente ogni aspetto relativo al vissuto e al BENESSERE ETOLOGICO di quell’individuo.
Attenzione però! Questo non significa che se si lascia un cane, maschio o femmina che sia, intero (non sterilizzato), dovrebbe poi accoppiarsi come se non vi fosse un domani, ma è importante che ci sia la consapevolezza da parte del proprietario, affinché non faccia nascere cuccioli che poi sarebbe difficile far adottare. Soprattutto nel caso di nascite numerose.

È singolare inoltre, constatare che alcune persone che lavorano nei canili o che fanno volontariato, siano favorevoli alla sterilizzazione a tappeto per i “CANI DI NESSUNO”, mentre allo stesso tempo, queste stesse persone, siano favorevoli all’accoppiamento dei cani di razza che loro stessi hanno acquistato da noti allevatori!
Per me non esistono cani di serie A e cani di serie B, ogni individuo ha IL DIRITTO di non avere la vita completamente stravolta negativamente dalle nostre scelte, più di quanto già non facciamo ogni giorno.

Il problema non sono i cani randagi, ma chi adotta, acquista e fa cucciolate senza averne la piena consapevolezza, etica e coscienza della scelta intrapresa.
Possiamo dire quello che vogliamo ma l’ignoranza e la superficialità sono le cose più deleterie per la vita di ogni creatura, umana e animale!
Solo la cultura e l’empatia che sono sempre più alla deriva, potranno salvare (forse) questo mondo!

debora

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