Cosa è veramente un cane da lavoro?

iniuit dogs 4Premesso che sono contro la caccia, ritengo che questo filmato storico sia molto interessante sia dal punto di vista etologico che antropologico.
In questo video si può vedere in che modo le razze da lavoro, in questo caso i canadian inuit/eskimo dog, erano di ausilio per le popolazioni che vivevano in ambienti ostili e completamente isolati dal resto del mondo, sia dal punto di vista climatico che territoriale, come l’artico.

Gli Inuit dovevano cacciare per alimentarsi e sopravvivere e per resistere a temperature che vanno anche ben oltre i -40 gradi, utilizzando le pelli degli animali per riscaldarsi.
Nello specifico, questa meravigliosa razza di cani aborigena, una tra le più antiche al mondo, era di aiuto per il popolo inuit per il traino delle slitte, per il trasporto di merci e cibo, e per la caccia ad animali di grossa taglia, come, il caribù, l’alce, l’orso e il bue muschiato. In questo breve documentario potrete vedere proprio come questi cani affrontano in modo audace un grosso orso polare e come gli inuit lo caccino con armi “primitive”, uno scontro alla pari fra tre predatori.  Al popolo inuit (parola che nella loro lingua significa “uomo-umano”) non piace essere Eschimesi, perché questo termine che significa “mangiatori di carne cruda” viene utilizzato in senso dispregiativo .

inuit dog 16Questo popolo si è geneticamente evoluto in quel tipo di habitat per mangiare carne cruda, mentre per qualsiasi altro uomo che vive in ambienti non isolati come l’artico, questo tipo di dieta risulterebbe deleteria o addirittura mortale come lo è stata per alcune persone dei paesi industrializzati che hanno provato ad alimentarsi in questo modo.
Il loro habitat è da millenni a questa parte tundra spoglia, ricoperta da ghiacci per gran parte dell’anno, da muschi e licheni nella stagione “calda”, e del tutto priva di alberi, causa la perenne presenza di permafrost sotto pochi centimetri di terra (anche nel pieno della brevissima estate boreale) e quindi è impossibile coltivare vegetali e in quell’epoca era difficilissimo importarli.

Per questo motivo, non potendo assumere nessun tipo di vegetale, gli inuit morirebbero per carenza da vitamina C, vitamina “essenziale” che non viene sintetizzata dal nostro organismo e che si assume solo attraverso l’alimentazione di tipo vegetale, mentre ricavano la vitamina C di cui il loro organismo ha bisogno dal fegato di balena che viene consumato crudo.
Le balene artiche sono animali filtratori, e traggono l’alimento di cui hanno bisogno dal plancton che ricavano in abbondanza dalle acque oceaniche: una parte di esso, il fitoplancton, è costituito da micro-organismi vegetali, ricchi di clorofilla e vitamina C, quella che poi si accumula in notevoli quantità nel loro fegato, e da qui passa nell’apparato digerente delle popolazioni inuit che se ne nutrono.
La vitamina C è una delle più importanti, favorisce la sintesi di collagene utile per rinforzare la pelle, le ossa e i tessuti connettivi, ed è inoltre un potente antiossidante. È conosciuta anche con il nome di acido ascorbico, ed è necessaria all’organismo umano per assorbire correttamente il ferro e per il funzionamento del sistema immunitario.

Contrariamente a ciò che si può pensare, il popolo inuit rispettava molto la propria terra e gli animali e la HBCnInuitdogscaccia era praticata solo per motivi di sopravvivenza e non per consumismo sfrenato, per moda o per avere un trofeo come accade oggi in molti paesi.
Il popolo inuit è riuscito a sopravvivere per millenni grazie proprio ai Canadian Inuit Dog, meravigliosa razza che fu quasi completamente sterminata dopo gli anni ’20 da agenti governativi per controllare gli Inuit e confinarli in specifici territori.

Il rapporto fra uomo e animale era alla pari, una lotta per la sopravvivenza fra preda e predatore o fra predatori agonistici di differenti specie. Se da una parte i cani che erano d’aiuto per l’uomo e non erano trattati nel modo “gentile” come avviene oggi, dall’altra queste razze almeno facevano davvero quello per cui sono state selezionate e che era nella loro indole più primitiva e selvaggia. E’ giusto prendere un cane da lavoro e poi lasciarlo tutto il giorno su un divano o a fare solo passeggiate vicino casa?
Siamo davvero sicuri che questo sia più etico di chi utilizzava questi cani per scopi ben specifici per i quali era richiesto un lavoro fisico e mentale molto complesso? Sono davvero più felici i nostri cani oggi?

Ogni volta che vedo una lotta fra preda e predatore o fra predatori antagonisti vorrei sempre che vincessero entrambi, ma ovviamente questo non è possibile, uno dei due deve soccombere per la sopravvivenza dell’altro, che piaccia o no, la natura funziona così.

 

debora

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