Come scelgono i nostri cani?

Questo video interessante (che potete vedere alla fine dell’articolo) mostra come i cani, se messi davanti a delle scelte senza condizionamenti, in questo caso di tipo alimentare, siano in grado di prediligere dei cibi, piuttosto che altri. E la cosa interessante nel nutrire un animale con alimenti freschi, è nell’osservare come ogni cane abbia delle preferenze individuali.

Ma la cosa che a mio avviso è soprattutto ancora più straordinaria, da quello che ho osservato in questi anni, è che i cani scelgono quello che è più conveniente per la propria sopravvivenza, sulla base di motivazioni etologiche di specie e sulla spinta di una genetica che appartiene ad ogni singolo soggetto e che contiene la storia, il tipo di ambiente, e altre informazioni che contribuiscono nel ”formare” l’individuo.

Per fare un esempio:
alcune razze o mix, sono in grado di digerire meglio l’amido (contenuto nei carboidrati) rispetto ad altri cani considerati primitivi e ai lupi.
Da uno studio del 2014, è emerso che alcuni cani sono in grado di digerire bene i carboidrati perché hanno molte copie del gene amilasi (AMY2B), mentre altre razze (o mix) che hanno un numero ridotto di copie di questo gene, non riescono a farlo altrettanto bene.

Lo studio ha evidenziato che i lupi hanno in genere un numero ridotto di copie e quindi sono più adatti ad avere una dieta prettamente carnivora, mentre i cani hanno usualmente un numero maggiore di copie, ma alcuni molte di più rispetto ad altri. Il numero di geni sembrerebbe essere collegato al modo e all’ambiente in cui queste razze sono state selezionate. Le razze, selezionate da cacciatori/raccoglitori delle terre fredde, come il Siberian Husky, l’Alaskan malamute, il Canadian Inuit dog ecc…hanno un numero ridotto di copie, mentre altre, come il Saluki, allevato da popolazioni di agricoltori hanno addirittura 30 copie dello stesso gene. Anche i cani primitivi dei villaggi dell’Africa, o quelli di alcune zone dell’Asia, come i pastori dell’Asia, hanno una dieta basata in gran parte sul consumo di cereali e quindi hanno sviluppato un’elevata capacità di digerire l’amido. E tutto questo forse spiegherebbe la predilezioni di alcuni alimenti rispetto ad altri.

La cosa certa è che i cani che vengono nutriti a crocchette, hanno una dieta povera (in termine di materie prime), monotona (poiché sempre lo stesso gusto) e che non gli permette di appagare nessuna delle motivazioni di cui parlavo sopra, in particolare quella predatoria che avviene con la masticazione. Infatti con la masticazione, cosa impossibile con le crocchette, il cane può abbassare lo stress, poiché con questo atto vengono prodotte endorfine e serotinina (neurotrasmettitori) che apportano benessere alla mente e al corpo del cane e di conseguenza alle sue emozioni.

In conclusione i cani, ancora una volta ci dimostrano come siano in grado di fare delle scelte ponderate ai fini dell’auto-conservazione, se solo noi gliene dessimo la possibilità e non parlo solo di scelte alimentari ma mi riferisco anche al fatto di permettergli di esprimere le proprie motivazioni individuali e di specie senza il nostro totale controllo, che rende questi esseri, inibiti e sottomessi alle nostre volontà.

        

 

 

Fabrizio Giammatteo

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